Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 473

"Revisione delle sanzioni amministrative in materia di

tributi sugli affari, sulla produzione e sui consumi,

nonche' di altri tributi indiretti, a norma dell'articolo 3,

comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n.

662"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 1998 - Supplemento Ordinario n. 4

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662,

recante delega al Governo per l'emanazione di uno o piu' decreti legislativi per

l'adeguamento delle disposizioni sanzionatorie, attualmente contenute nelle singole

leggi di imposta, ai principi e criteri direttivi stabiliti con il decreto legislativo recante

i principi generali della revisione organica e del completamento della disciplina delle

sanzioni tributarie non penali;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione

del 30 luglio 1997;

Acquisito il parere della Commissione parlamentare istituita a norma dell'articolo 3,

comma 13, della citata legge n. 662 del 1996;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 dicembre

1997;

Sulla proposta del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri di grazia e giustizia

e del tesoro e del bilancio e della programmazione economica;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Capo I

Revisione delle sanzioni in materia di imposta di registro, di imposta sulle

successioni e donazioni, di imposta sull'incremento di valore degli immobili

e di imposte ipotecaria e catastale.

Art. 1.

Sanzioni in materia di imposta di registro

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con

decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 55, nel terzo comma, le parole "delle soprattasse e delle pene

pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "e delle sanzioni amministrative";

b) l'articolo 69 e' sostituito dal seguente:

"Art. 69 (Omissione della richiesta di registrazione e della presentazione della

denuncia). - 1. Chi omette la richiesta di registrazione degli atti e dei fatti rilevanti ai

fini dell'applicazione dell'imposta, ovvero la presentazione delle denunce previste

dall'articolo 19 e' punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al

duecentoquaranta per cento dell'imposta dovuta.";

c) l'articolo 71 e' sostituito dal seguente:

"Art. 71 (Insufficiente dichiarazione di valore). - 1. Se il valore definitivamente

accertato dei beni o diritti di cui al terzo e al quarto comma dell'articolo 51, ridotto di

un quarto, supera quello dichiarato, si applica la sanzione amministrativa dal cento al

duecento per cento della maggiore imposta dovuta. Per i beni e i diritti di cui al

quarto comma dell'articolo 52 la sanzione si applica anche se la differenza non e'

superiore al quarto del valore accertato.";

d) l'articolo 72 e' sostituito dal seguente:

"Art. 72 (Occultazione di corrispettivo). - 1. Se viene occultato anche in parte il

corrispettivo convenuto, si applica la sanzione amministrativa dal duecento al

quattrocento per cento della differenza tra l'imposta dovuta e quella gia' applicata in

base al corrispettivo dichiarato, detratto, tuttavia, l'importo della sanzione

eventualmente irrogata ai sensi dell'articolo 71.";

e) l'articolo 73 e' sostituito dal seguente:

"Art. 73 (Omessa o irregolare tenuta o presentazione del repertorio). - 1. Per

l'omessa presentazione del repertorio ai sensi del primo comma dell'articolo 68, i

pubblici ufficiali sono puniti con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire

dieci milioni.

2. I pubblici ufficiali che non hanno osservato le disposizioni dell'articolo 67 sono

puniti con la sanzione amministrativa da lire un milione a lire quattro milioni.

3. Se la presentazione del repertorio avviene con ritardo superiore a sessanta giorni

ovvero la sua regolarizzazione non avviene nel termine stabilito dall'amministrazione

finanziaria i pubblici ufficiali possono essere sospesi dalle funzioni per un periodo non

superiore a sei mesi.

4. Il procuratore della Repubblica, su rapporto dell'ufficio del registro, chiede

all'autorita' competente l'applicazione della sanzione accessoria prevista dal comma

3.";

f) l'articolo 74 e' sostituito dal seguente:

"Art. 74 (Altre infrazioni). - 1. Chi dichiara di non possedere, rifiuta di esibire o

sottrae comunque all'ispezione le scritture contabili rilevanti per l'applicazione

dell'articolo 51, quarto comma, e chi non ottempera alle richieste degli uffici del

registro ai sensi dell'articolo 63, e' punito con la sanzione amministrativa da lire

cinquecentomila a lire quattro milioni.";

g) sono abrogati il terzo comma dell'articolo 56 e gli articoli 70 e 75.

Art. 2.

Sanzioni in materia di imposta sulle successioni e donazioni

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni,

approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 37, comma 3, la parola "soprattasse" e' sostituita dalle seguenti:

"sanzioni amministrative";

b) all'articolo 38, comma 1, primo periodo, le parole "delle soprattasse e pene

pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "delle sanzioni amministrative";

c) all'articolo 39, comma 1, e all'articolo 41, comma 1, le parole ", delle soprattasse

e delle pene pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "e delle sanzioni

amministrative";

d) l'articolo 50 e' sostituito dal seguente:

"Art. 50 (Omissione della dichiarazione). - 1. Chi omette di presentare la

dichiarazione della successione, quella sostitutiva o la dichiarazione integrativa e'

punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento

dell'imposta liquidata o riliquidata d'ufficio. Se non e' dovuta imposta si applica la

sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire due milioni.";

e) l'articolo 51 e' sostituito dal seguente:

"Art. 51 (Infedelta' della dichiarazione). - 1. Chi omette l'indicazione di dati o

elementi rilevanti per la liquidazione o riliquidazione dell'imposta o li indica in

maniera infedele, ovvero espone passivita' in tutto o in parte inesistenti, e' punito

con sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della differenza di

imposta. La stessa sanzione si applica, con riferimento all'imposta corrispondente, a

chi rilascia o sottoscrive attestazioni o altri documenti rilevanti per la determinazione

delle passivita' deducibili contenenti dati o elementi non rispondenti al vero.

2. La sanzione di cui al comma 1 non si applica relativamente all'imposta

corrispondente al maggior valore definitivamente accertato dei beni e dei diritti

diversi da quelli indicati nell'articolo 34, comma 5, se il valore accertato non supera

di un quarto quello dichiarato.

3. Se l'omissione o l'infedelta' attengono a dati o elementi non incidenti sulla

determinazione del tributo, si applica la sanzione da lire cinquecentomila a lire due

milioni. La stessa sanzione si applica per la mancata allegazione alle dichiarazioni dei

documenti prescritti o dei prospetti rilevanti ai fini della liquidazione delle imposte

ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta sostitutiva di

quella comunale sull'incremento di valore degli immobili, ovvero nel caso di

inesattezza o di irregolarita' dei prospetti medesimi. La sanzione e' ridotta alla meta'

se si provvede alla regolarizzazione nel termine di sessanta giorni dalla richiesta

dell'ufficio.";

f) l'articolo 53 e' sostituito dal seguente:

"Art. 53 (Altre violazioni). - 1. L'erede o il legatario, al quale sono stati devoluti beni

culturali, e' punito, nei casi previsti nell'articolo 13, comma 4, con la sanzione

amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta o della maggiore

imposta dovuta ai sensi dell'articolo 32 o dell'articolo 35, in dipendenza della

inclusione dei beni nell'attivo ereditario o della esclusione della riduzione d'imposta di

cui all'articolo 25, comma 2.

2. Chi viola i divieti stabiliti dall'articolo 48, commi da 2 a 4, o non adempie

all'obbligo di cui al comma 5 dello stesso articolo, e' punito con la sanzione

amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta o della maggior imposta

dovuta in relazione ai beni e ai diritti ai quali si riferisce la violazione.

3. In caso di violazione delle disposizioni di cui all'articolo 48, comma 6, i soggetti ivi

indicati ovvero quelli indicati nel successivo comma 7, nonche' i concedenti o i

depositari, sono puniti con la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire

quattro milioni, del pari applicabile a chi:

a) non ottempera alle richieste dell'ufficio o comunica dati incompleti o infedeli;

b) dichiara di non possedere, rifiuta di esibire o sottrae all'ispezione documenti o

scritture, ancorche' non obbligatori, dei quali risulti con certezza l'esistenza;

c) rifiuta di sottoscrivere l'attestazione di cui all'articolo 23, comma 3, di consegnare

agli obbligati alla dichiarazione i titoli delle passivita' o non permette che ne sia fatta

copia autentica, di consegnare o di rilasciare agli stessi gli estratti e le copie

autentiche di cui all'articolo 23 e all'articolo 30, comma 1.

4. La sanzione indicata nei commi 2 e 3 e' raddoppiata per la violazione di obblighi o

di divieti posti a carico di pubblici ufficiali o di pubblici impiegati, ovvero di banche,

societa' di credito o di intermediazione o dell'Ente poste italiane. Fino a prova

contraria, si presume che autori della violazione siano i legali rappresentanti delle

banche, societa' o enti.";

g) l'articolo 54 e' sostituito dal seguente:

"Art. 54 (Determinazione della sanzione pecuniaria). - 1. Nella determinazione della

sanzione commisurata all'imposta o alla maggiore imposta, questa e' assunta al

netto delle riduzioni e delle detrazioni di cui agli articoli 25 e 26.";

h) l'articolo 52 e' abrogato.

Art. 3.

Sanzioni in materia di imposta sull'incremento di valore degli immobili

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1973, n. 643, recante

l'istituzione dell'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 23 e' sostituito dal seguente:

"Art. 23 (Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione). - 1. Per l'omessa

dichiarazione prevista dall'articolo 18, primo e sesto comma, si applica la sanzione

amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell'imposta dovuta.

2. Per l'omessa o infedele indicazione dei dati e degli elementi rilevanti per la

determinazione dell'imponibile, si applica la sanzione amministrativa dal cento al

duecento per cento dell'imposta o della maggiore imposta dovuta. Se rileva

l'incremento di valore, si tiene conto, per la sua determinazione, del valore iniziale

gia' definito ai sensi dell'articolo 6, secondo e quarto comma.

3. La sanzione di cui al comma 2 non si applica se il valore definitivamente accertato

non supera di un quarto quello dichiarato.

4. L'omessa o infedele indicazione di dati diversi da quelli di cui al comma 2, ovvero

la mancata allegazione dei documenti prescritti, e' punita con sanzione

amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.

5. I notai o gli altri pubblici ufficiali che non hanno richiesto o non hanno prodotto la

dichiarazione sono puniti con la sanzione amministrativa da lire un milione a lire dieci

milioni.";

b) l'articolo 24 e' abrogato.

Art. 4.

Sanzioni in materia di imposte ipotecaria e catastale

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale,

approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) l'articolo 9 e' sostituito dal seguente:

"Art. 9 (Sanzioni). - 1. Chi omette la richiesta di trascrizione o le annotazioni

obbligatorie e' punito con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento

dell'imposta.

2. Se l'omissione riguarda trascrizioni o annotazioni soggette ad imposta fissa o non

soggette ad imposta o da eseguirsi a debito, ovvero per le quali l'imposta e' stata

gia' pagata entro il termine stabilito, si applica la sanzione amministrativa da lire

duecentomila a lire quattro milioni.";

b) all'articolo 17, nel comma 3, le parole "Le soprattasse e le pene pecuniarie" sono

sostituite dalle seguenti: "Le sanzioni amministrative" e nel comma 5 le parole ",

soprattasse e pene pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "e sanzioni

amministrative";

c) e' abrogato il comma 3-bis dell'articolo 9, introdotto dall'articolo 11, comma 2,

lettera b) del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni dalla

legge 28 maggio 1997, n. 140.

Capo II

Sanzioni in materia di imposta di bollo, imposta sulle assicurazioni private e

contratti vitalizi, imposta sugli spettacoli, tasse sulle concessioni

governative e sui contratti di borsa.

Art. 5.

Sanzioni in materia di imposta di bollo

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, recante

disciplina dell'imposta di bollo, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) nell'articolo 20, secondo comma, nell'articolo 34, primo comma, e nell'articolo 38,

primo comma, le parole "pene pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "sanzioni

amministrative";

b) nell'articolo 22, primo comma, le parole "soprattasse e pene pecuniarie" sono

sostituite dalle seguenti: "sanzioni amministrative";

c) nell'articolo 31, secondo comma, le parole "pena pecuniaria" sono sostituite dalle

seguenti: "sanzione amministrativa";

d) nell'articolo 32, quarto comma, la parola "penalita'" e' sostituita dalle seguenti:

"sanzione amministrativa";

e) nell'articolo 37, terzo comma, la parola "soprattasse" e' sostituita dalle seguenti:

"sanzioni amministrative";

f) l'articolo 24 e' sostituito dal seguente:

"Art. 24 (Sanzioni a carico di soggetti tenuti a specifici adempimenti). - 1.

L'inosservanza degli obblighi stabiliti dall'articolo 19 e' punita, per ogni atto,

documento o registro, con sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire

quattrocentomila.";

g) l'articolo 25 e' sostituito dal seguente:

"Art. 25 (Omesso od insufficiente pagamento dell'imposta ed omessa o infedele

dichiarazione di conguaglio). - 1. Chi non corrisponde, in tutto o in parte, l'imposta di

bollo dovuta sin dall'origine e' soggetto, oltre al pagamento del tributo, ad una

sanzione amministrativa dal cento al cinquecento per cento dell'imposta o della

maggiore imposta.

2. Salvo quanto previsto dall'articolo 32, secondo comma, della legge 24 maggio

1977, n. 227, le violazioni relative alle cambiali sono punite con la sanzione

amministrativa da due a dieci volte l'imposta, con un minimo di lire duecentomila.

3. L'omessa o infedele dichiarazione di conguaglio prevista dal quinto e dall'ultimo

comma dell'articolo 15 e' punita con la sanzione amministrativa dal cento al

duecento per cento dell'imposta dovuta.";

h) l'articolo 26 e' sostituito dal seguente:

"Art. 26 (Violazioni in materia di uso delle macchine bollatrici). - 1. L'utente delle

macchine bollatrici che non osservi i divieti di cui all'ultimo comma dell'articolo 14 e'

punito con la sanzione amministrativa da lire un milione a lire dieci milioni.";

i) nell'articolo 33, al primo comma, sono soppresse le parole "e soprattasse" e al

quarto comma sono soppresse le parole "e delle soprattasse";

l) sono abrogati il terzo comma dell'articolo 22, il primo comma dell'articolo 27 e gli

articoli 28, 29 e 34.

Art. 6.

Sanzioni in materia di imposta sulle assicurazioni private e di contratti vitalizi

1. Alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216, recante disposizioni tributarie in materia di

assicurazioni private e di contratti vitalizi, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 24 e' sostituito dal seguente:

"Art. 24 (Sanzioni). - 1. Le violazioni alle disposizioni della presente legge sono

punite con le seguenti sanzioni amministrative: a) omessa tenuta e conservazione

dei registri dei premi secondo le previsioni degli articoli 5, 6, 8 e 14 o loro mancata

vidimazione, da lire quattro milioni a lire dieci milioni;

b) omessa iscrizione nei registri dei premi di partite soggette ad imposta, dal cento al

duecento per cento dell'imposta dovuta sulle partite non registrate;

c) infedele indicazione dell'imponibile o della specie di assicurazione nei registri dei

premi, dal duecento al quattrocento per cento dell'imposta dovuta sulla somma

occultata o indicata come soggetta ad imposta o dovuta in piu' per differenza di

aliquota;

d) mancata esibizione dei registri dei premi nei casi di cui agli articoli 12 e 14 e

violazione delle altre disposizioni contemplate nello stesso articolo 12, da lire due

milioni a lire otto milioni;

e) infedele indicazione dell'imponibile nelle polizze di assicurazione, nei contratti di

rendita vitalizia e nelle relative ricevute, dal duecento al quattrocento per cento

dell'imposta dovuta sulla somma occultata, con un minimo di lire duecentomila;

f) inosservanza delle disposizioni di cui alle lettere a) e b) del secondo comma

dell'articolo 6, da lire duecentomila a lire un milione;

g) mancata conservazione degli originari rendiconti di cui alla lettera c) del secondo

comma dell'articolo 6 e degli originari contratti prescritti dall'ultimo comma

dell'articolo 8, da lire duecentomila a lire un milione;

h) omessa presentazione nel prescritto termine della denunzia di cui agli articoli 9,

11 e 15, dal cento al duecento per cento dell'imposta dovuta sulla somma non

denunziata, con un minimo di lire duecentomila;

i) infedele denunzia di cui agli articoli 9, 11, 15, dal duecento al quattrocento per

cento dell'imposta dovuta sulla somma occultata, con un minimo di lire

duecentomila;

l) mancata presentazione all'ufficio del registro, prescritta dall'articolo 10, delle

polizze, certificati e delle appendici relative ad assicurazioni marittime, da lire

duecentomila a lire un milione;

m) inosservanza delle disposizioni di cui al secondo comma dell'articolo 17, da lire

duecentomila a lire un milione a carico dell'assicuratore. L'assicuratore che si faccia

rifondere un importo maggiore di quello dovuto, e' altresi' punito con sanzione

amministrativa da lire duecentomila a lire due milioni ed e' obbligato a rimborsare al

contraente la somma indebitamente percetta;

n) omessa presentazione nei prescritti termini della denunzia di cui all'articolo 20, da

lire cinquecentomila a lire due milioni.";

b) sono abrogati l'articolo 25 e il primo comma dell'articolo 28.

Art. 7.

Sanzioni in materia di imposta sugli spettacoli

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, concernente

l'imposta sugli spettacoli, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 32 e' sostituito dal seguente:

"Art. 32 (Sanzioni per mancato pagamento dell'imposta, omessa compilazione o

infedelta' della distinta d'incasso, della dichiarazione e della contabilizzazione dei

proventi). - 1. Nel caso di mancato pagamento dell'imposta, di mancata o infedele

compilazione della distinta d'incasso o contabilizzazione dei proventi o di omessa

presentazione della dichiarazione di cui all'articolo 13, si applica la sanzione

amministrativa dal duecento al quattrocento per cento dell'imposta o della maggiore

imposta e i tributi connessi evasi.

2. Nel caso di recidiva nelle violazioni di cui al comma 1, l'ufficio delle entrate, anche

su segnalazione del concessionario del servizio di accertamento e riscossione indicato

nell'articolo 13, dispone la sospensione della licenza, concessione, autorizzazione

ovvero dell'attivita' per un periodo non inferiore a venti giorni e non superiore a tre

mesi.

3. Fino all'attivazione degli uffici delle entrate, la competenza e' attribuita alla

direzione regionale delle entrate.";

b) l'articolo 33 e' sostituito dal seguente:

"Art. 33 (Altre violazioni). - 1. Per le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli da 6

a 13 si applica la sanzione amministrativa:

a) da lire centomila a lire un milione per ogni biglietto o abbonamento venduto senza

la preventiva punzonatura;

b) da lire duecentomila a lire un milione per l'uso di dotazioni difformi da quelle

prescritte;

c) da lire quattrocentomila a lire ottocentomila per la mancata tenuta dei registri di

carico e scarico;

d) da lire duecentomila a lire ottocentomila per la irregolare tenuta dei registri

medesimi.";

c) sono abrogati gli articoli 34 e 35, il primo comma dell'articolo 36 ed il primo

comma dell'articolo 37;

d) all'articolo 38, nel primo comma, le parole "e delle soprattasse previste dal

presente decreto" sono soppresse.

Art. 8.

Sanzioni in materia di tasse sulle concessioni governative

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, recante la

disciplina delle tasse sulle concessioni governative, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) l'articolo 9 e' sostituito dal seguente:

"Art. 9 (Sanzioni). - 1. Chi esercita un'attivita' per la quale e' necessario un atto

soggetto a tassa sulle concessioni governative senza aver ottenuto l'atto stesso o

assolta la relativa tassa e' punito con la sanzione amministrativa dal cento al

duecento per cento della tassa medesima e, in ogni caso, non inferiore a lire

duecentomila.

2. Il pubblico ufficiale che emette atti soggetti a tasse sulle concessioni governative

senza che sia stato effettuato pagamento del tributo e' punito con la sanzione

amministrativa da lire duecentomila a lire un milione ed e' tenuto al pagamento del

tributo medesimo, salvo regresso.";

b) nell'articolo 10 il primo comma e' abrogato e al terzo comma le parole "pene

pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti: "sanzioni amministrative";

c) nell'articolo 11, al primo e al terzo comma, le parole "e delle soprattasse" sono

soppresse.

Art. 9.

Sanzioni in materia di tasse sui contratti di borsa

1. Al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3278, concernente le tasse sui contratti di

borsa, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 16, nel terzo comma, le parole "con la pena pecuniaria da lire 8.000 a

lire 20.000" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa da lire

duecentomila a lire un milione";

b) nella rubrica del titolo X, le parole "Disposizioni penali" sono sostituite dalla

seguente: "Sanzioni";

c) all'articolo 17 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) il primo comma e' sostituito dal seguente: "Per le violazioni delle disposizioni

contenute negli articoli da 2 a 9, 11, secondo comma, e 13, primo comma, si applica

la sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un milione";

2) il terzo comma e' abrogato;

3) nel sesto comma, le parole "la sanzione amministrativa di lire 30.000" sono

sostituite dalle seguenti: "la sanzione amministrativa da lire un milione a lire due

milioni";

d) all'articolo 20, nel primo comma, le parole "pena pecuniaria di lire 20.000" sono

sostituite dalle seguenti: "sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire due

milioni";

e) all'articolo 21, dopo il secondo comma, e' aggiunto il seguente: "Alle violazioni

delle disposizioni previste dal presente decreto, si applicano altresi', in quanto

compatibili, le disposizioni contemplate nel titolo VI del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.".

3. Il comma 2 dell'articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito,

con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1992, n. 66, e' abrogato.

Capo III

Sanzioni in materia di tributi doganali e di imposte sulla produzione e sui

consumi

Art. 10.

Sanzioni in materia di tributi doganali e di imposte sulla produzione e sui consumi

1. Al testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con

decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) negli articoli 303, terzo comma, secondo periodo, 304, secondo comma, 309,

primo comma, e 315, primo comma, le parole "pena pecuniaria" sono sostituite dalle

seguenti: "sanzione amministrativa";

b) nell'articolo 307, primo comma, le parole "la pena stabilita nell'articolo 305 e'

aumentata in misura non minore di lire 20.000 e non maggiore di lire 24.000" sono

sostituite dalle seguenti: "la sanzione amministrativa stabilita nell'articolo 305 e'

aumentata in misura non minore di lire duecentomila e non maggiore di lire un

milione";

c) nell'articolo 314, primo comma, le parole ", in luogo della sanzione

amministrativa, la pena pecuniaria" sono sostituite dalle seguenti: "la sanzione

amministrativa";

d) l'articolo 322 e' abrogato;

e) all'articolo 325 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) nel terzo comma, le parole "pene pecuniarie" sono sostituite dalle seguenti:

"sanzioni amministrative";

2) nel quarto comma, le parole da "ovvero all'intendente di finanza" a "pena

pecuniaria" sono sostituite dalle seguenti: "ovvero al capo della dogana della

circoscrizione in cui la violazione e' stata accertata, rispettivamente competenti per il

procedimento penale o per quello relativo all'applicazione della sanzione

amministrativa";

f) all'articolo 326, primo comma, secondo periodo, le parole da "ovvero all'intendente

di finanza" a "pena pecuniaria" sono sostituite dalle seguenti: "ovvero al capo della

dogana della circoscrizione in cui la violazione e' stata accertata, rispettivamente

competenti per il procedimento penale o per quello relativo all'applicazione della

sanzione amministrativa".

2. Le sanzioni previste dagli articoli 302, terzo comma, 303, primo comma, 319,

primo comma, e 320, primo comma, del testo unico delle disposizioni legislative in

materia doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio

1973, n. 43, sono elevate, nel minimo, a lire duecentomila e, nel massimo, a lire un

milione. La sanzione prevista dall'articolo 314 dello stesso testo unico e' elevata, nel

minimo, a lire cinquecentomila e, nel massimo, a lire cinque milioni; la sanzione

prevista dall'articolo 315 del medesimo testo unico e' elevata, nel minimo, a lire un

milione e, nel massimo, a lire dieci milioni. Restano ferme le disposizioni contenute

nel regio decreto 13 febbraio 1896, n. 65, concernenti violazioni per le quali e'

prevista una sanzione amministrativa.

3. l richiami all'articolo 15 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, presenti negli articoli

325, quarto comma, e 326, primo comma, primo periodo, del testo unico delle

disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente

della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si intendono riferiti alle corrispondenti

disposizioni contenute nella disciplina generale sulle sanzioni amministrative per

violazioni alle norme tributarie.

4. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione

e sui consumi e le relative sanzioni penali e amministrative, approvato con decreto

legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 48, comma 2, primo periodo, dopo le parole "non giustificate dalla

prescritta documentazione,", sono inserite le seguenti: "in aggiunta al pagamento del

tributo";

b) all'articolo 49, il comma 6, e' sostituito dal seguente: "6. Qualora sia stabilita

l'utilizzazione di documenti di cui all'articolo 1, primo comma, del decreto del

Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627, quali documenti di

accompagnamento specifici dei prodotti soggetti ad accisa, si applicano, in luogo

delle sanzioni previste nel medesimo decreto, quelle contemplate nel presente

articolo.".

Capo IV

Sanzioni in materia di tributi locali

Art. 11.

Sanzioni previste dal testo unico per la finanza locale

1. Al testo unico per la finanza locale, approvato con regio decreto 14 settembre

1931, n. 1175, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 292 e' sostituito dal seguente:

"Art. 292 (Sanzioni amministrative). - 1. Per l'omessa presentazione delle denunzie

di cui all'articolo 274 si applica la sanzione amministrativa pari all'ammontare del

tributo dovuto.

2. Per la denuncia incompleta o infedele si applica la sanzione dell'ottanta per cento

dell'ammontare della maggiore tassa dovuta. Se l'errore o l'omissione attengono ad

elementi non incidenti sulla determinazione di questa, si applica la sanzione da lire

centomila a lire un milione.";

b) l'articolo 296 e' abrogato.

Art. 12.

Sanzioni in materia di imposta comunale sulla pubblicita' e diritto sulle pubbliche

affissioni, di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche e di tassa per lo

smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

1. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) l'articolo 23, concernente le sanzioni relative all'imposta comunale sulla

pubblicita', e' sostituito dal seguente:

"Art. 23 (Sanzioni ed interessi). - 1. Per l'omessa presentazione della dichiarazione di

cui all'articolo 8 si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento

dell'imposta o del diritto dovuti, con un minimo di lire centomila.

2. Per la dichiarazione infedele si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al

cento per cento della maggiore imposta o diritto dovuti. Se l'errore o l'omissione

attengono ad elementi non incidenti sulla determinazione di questi, si applica la

sanzione da lire centomila a lire cinquecentomila.

3. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine

per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il

pagamento dell'imposta o del diritto, se dovuti, e della sanzione.

4. Sulle somme dovute per l'imposta sulla pubblicita' e per il diritto sulle pubbliche

affissioni si applicano interessi di mora nella misura del sette per cento per ogni

semestre compiuto, con decorrenza dal giorno in cui detti importi sono divenuti

esigibili; interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso

dovute a decorrere dalla data dell'eseguito pagamento.";

b) nell'articolo 24, primo comma, secondo periodo, le parole "si osservano le norme

contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689" sono

sostituite dalle seguenti: "si osserva la disciplina generale delle sanzioni

amministrative per le violazioni delle norme tributarie";

c) l'articolo 53, concernente le sanzioni relative alla tassa per l'occupazione di spazi e

aree pubbliche, e' sostituito dal seguente:

"Art. 53 (Sanzioni ed interessi). - 1. Per l'omessa presentazione della denuncia si

applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della tassa

dovuta, con un minimo di lire centomila.

2. Per la denuncia infedele si applica la sanzione dal cinquanta al cento per cento

della maggiore tassa dovuta. Se l'errore o l'omissione attengono ad elementi non

incidenti sulla determinazione di questa, si applica la sanzione da lire centomila a lire

cinquecentomila.

3. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine

per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il

pagamento della tassa, se dovuta, e della sanzione.

4. Sulle somme dovute a titolo di tassa si applicano interessi moratori in ragione del

sette per cento per ogni semestre compiuto.";

d) l'articolo 76, concernente le sanzioni relative alla tassa per lo smaltimento dei

rifiuti solidi interni, e' sostituito dal seguente:

"Art. 76 (Sanzioni ed interessi). - 1. Per l'omessa presentazione della denuncia,

anche di variazione, si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per

cento della tassa o della maggiore tassa dovuta.

2. Se la denuncia e' infedele si applica la sanzione dal cinquanta al cento per cento

della maggiore tassa dovuta. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non

incidenti sull'ammontare della tassa, si applica la sanzione amministrativa da lire

cinquantamila a lire cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le violazioni

concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti o dell'elenco di

cui all'articolo 63, comma 4, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei

sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione

incompleta o infedele.

3. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine

per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente

all'avviso di accertamento.

4. La contestazione della violazione non collegata all'ammontare del tributo deve

avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a

quello in cui e' commessa la violazione.

5. Sulle somme dovute a titolo di tributo e addizionale si applicano interessi per

ritardata iscrizione a ruolo nella misura del sette per cento semestrale, a decorrere

dal semestre successivo a quello in cui doveva essere eseguito il pagamento e fino

alla data di consegna dei ruoli alla direzione regionale delle entrate nei quali e'

effettuata l'iscrizione delle somme predette.".

Art. 13.

Sanzioni in materia di imposta comunale per l'esercizio di imprese e di arti e

professioni

1. Al decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 1989, n. 144, concernente, tra l'altro, l'istituzione dell'imposta comunale per

l'esercizio di imprese e di arti e professioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 4, il comma 10 e' abrogato;

b) l'articolo 5 e' sostituito dal seguente:

"Art. 5 (Sanzioni ed interessi). - 1. Per l'omessa presentazione della denuncia si

applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'ammontare

del tributo dovuto, con un minimo di lire duecentomila.

2. Se la denuncia e' infedele si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al

cento per cento della maggiore imposta dovuta.

3. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non incidenti sull'ammontare

dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa da lire centomila a lire

cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la

mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata

restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata

compilazione o compilazione incompleta o infedele.

4. Le sanzioni indicate nei commi 1, 2 e 3 sono ridotte ad un quarto se, entro il

termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del

contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.

5. La contestazione della violazione non collegata all'ammontare del tributo deve

avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a

quello in cui e' commessa la violazione.

6. Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi di mora nella misura

prevista dall'articolo 7, comma 3, della legge 11 marzo 1988, n. 67.".

Art. 14.

Sanzioni in materia di imposta comunale sugli immobili

1. L'articolo 14 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, concernente le

sanzioni e gli interessi relativi all'imposta comunale sugli immobili, e' sostituito dal

seguente:

"Art. 14 (Sanzioni ed interessi). - 1. Per l'omessa presentazione della dichiarazione o

denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del

tributo dovuto, con un minimo di lire centomila.

2. Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione

amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta.

3. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non incidenti sull'ammontare

dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa da lire centomila a lire

cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la

mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata

restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata

compilazione o compilazione incompleta o infedele.

4. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine

per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il

pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.

5. La contestazione della violazione non collegata all'ammontare del tributo deve

avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a

quello in cui e' commessa la violazione.

6. Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi moratori nella misura

del sette per cento per ogni semestre compiuto.".

Art. 15.

Sanzioni in materia di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi

1. L'articolo 3, comma 31, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, concernente le

sanzioni relative al tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, e'

sostituito dal seguente: "31. Per l'omessa presentazione della dichiarazione si applica

la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto. Se la

dichiarazione e' infedele si applica la sanzione amministrativa dall'ottanta al

centosessanta per cento dell'ammontare del maggior tributo dovuto, ma se l'errore o

l'omissione non incidono sulla sua determinazione si applica la sanzione da lire

duecentomila a lire un milione. Per l'omessa o infedele registrazione delle operazioni

di conferimento in discarica si applica la sanzione amministrativa commisurata al

cinquanta per cento del tributo relativo all'operazione. Le sanzioni sono ridotte ad un

quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene

adesione del contribuente e contestuale pagamento del tributo, se dovuto, e della

sanzione.".

Art. 16. Norme applicabili

1. Alle violazioni delle norme in materia di tributi locali si applica la disciplina

generale sulle sanzioni amministrative per la violazione delle norme tributarie,

compresa la disciplina transitoria concernente i procedimenti in corso.

Capo V

Sanzioni in materia di tasse automobilistiche e abbonamenti alle

radioaudizioni e alla televisione.

Art. 17.

Sanzioni in materia di tasse sul possesso di autoveicoli

1. Al testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, approvato con decreto del

Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, e alla tabella delle infrazioni,

allegato numero 2 allo stesso decreto, la parola "soprattassa" e le parole "pena

pecuniaria" sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle seguenti: "sanzione

amministrativa" e le parole "soprattasse" e quelle "pene pecuniarie" sono sostituite,

ovunque ricorrano, dalle seguenti: "sanzioni amministrative".

2. La sanzione prevista nei punti 6 e 7 della tabella delle infrazioni, allegato numero

2 al testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, approvato con decreto del

Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, e' determinata nel minimo in lire

duecentomila e nel massimo in lire un milione; la sanzione prevista nei punti 9 e 10

della medesima tabella, e' determinata nel minimo in lire centomila e nel massimo in

lire cinquecentomila; il punto 11 della stessa tabella e' abrogato.

3 E' abrogato l'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio

1953, n. 39.

Art. 18.

Sanzioni in materia di abbonamenti alle radioaudizioni

1. L'articolo 8 della legge 15 dicembre 1967, n. 1235, concernente le sanzioni in

materia di abbonamenti alle radioaudizioni, e' sostituito dal seguente:

"Art. 8 (Sanzioni). - 1. Chiunque omette di contrarre l'abbonamento all'autoradio ai

sensi della presente legge e' soggetto, oltre al pagamento dell'importo

dell'abbonamento dovuto, alla sanzione amministrativa da lire centomila a lire

cinquecentomila.".

Art. 19.

Sanzioni in materia di abbonamento alla televisione

1. Al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno

1938, n. 880, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 20, nel primo e nel secondo comma, la parola "soprattassa" e'

sostituita dalle parole "sanzione amministrativa";

b) gli articoli 21 e 23 sono abrogati.

2. Le sanzioni previste nel comma 1 assorbono quelle comminate per l'omesso o

ritardato pagamento della tassa di concessione governativa prevista nell'articolo 9

del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e nell'articolo 8

del presente decreto.

3. La sanzione risultante dalla depenalizzazione dell'ammenda di cui all'articolo 19

del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno

1938, n. 880, e successive modificazioni, e' sostituita con sanzione amministrativa

da lire duecentomila a lire un milione; le pene pecuniarie previste dall'articolo 22 del

citato regio decreto-legge sono sostituite con la sanzione amministrativa da lire

centomila a lire cinquecentomila.

Capo VI

Sanzioni relative all'anagrafe tributaria e codice fiscale

Art. 20.

Sanzioni in materia di anagrafe tributaria e codice fiscale

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, recante

disposizioni relative all'anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente:

"Art. 13 (Sanzioni). - 1. E' punito con la sanzione amministrativa da lire

duecentomila a lire quattro milioni chi:

a) non richiede entro i termini prescritti ovvero, salvo i casi in cui cio' sia

espressamente previsto, richiede piu' volte l'attribuzione del numero del codice

fiscale;

b) omette di indicare o indica in maniera inesatta il proprio numero di codice fiscale

ovvero indica quello provvisorio dopo, aver ricevuto la comunicazione del numero

definitivo o quello emesso in data meno recente;

c) non comunica a terzi ovvero comunica in maniera inesatta il proprio numero di

codice fiscale;

d) omette di indicare il numero di codice fiscale comunicato da altri soggetti;

e) non presenta entro il termine prescritto dall'articolo 21 la richiesta di integrazione

degli atti o delle iscrizioni ivi previste;

f) non ottempera in qualita' di pubblico ufficiale alla previsione disposta dall'articolo

11;

g) non restituisce nel termine prescritto i questionari indicati all'articolo 8.

2. Chi omette le comunicazioni previste dall'articolo 7, dal terzo comma dell'articolo

16 e dal primo e dal terzo comma dell'articolo 20 e' punito con la sanzione

amministrativa da lire quattrocentomila a lire dieci milioni; la sanzione e' ridotta alla

meta' in caso di comunicazioni incomplete o inesatte.";

b) l'articolo 14 e' sostituito dal seguente:

"Art. 14 (Applicazione della sanzione). - 1. Le sanzioni amministrative previste

nell'articolo 13 sono irrogate dagli uffici delle entrate o dalle conservatorie dei registri

immobiliari. Si applica la disciplina sul procedimento prevista nelle disposizioni

generali sulle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie.

2. Fino all'attivazione degli uffici delle entrate, le sanzioni sono irrogate, in relazione

alle rispettive competenze, dagli uffici distrettuali delle imposte dirette, dagli uffici

provinciali dell'imposta sul valore aggiunto, dagli uffici del registro.".

Capo VII

Disposizioni comuni

Art. 21.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il 1° aprile 1998.

 
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Aggiornato il: 23 agosto 2007