Parcheggio Talete, il Comune sollecita una risposta alla Regione. Il sindaco Italia: «Abbiamo fatto la nostra parte, ora chiudere il contenzioso»

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Il Comune di Siracusa ha trasmesso all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità una nuova nota

Data pubblicazione:

20 Maggio 2026

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Il Comune di Siracusa ha trasmesso all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità una nuova nota con cui rinnova la richiesta di un riscontro espresso e definitivo alla proposta di accordo transattivo presentata per definire il contenzioso relativo al parcheggio Talete, oggi pendente davanti alla Corte d’appello di Palermo.
La vicenda nasce da un finanziamento concesso dalla Regione Siciliana al Comune nel 1990 — 20 miliardi di lire a valere sul fondo per la protezione civile — per le opere di collegamento tra l’isola di Ortigia e la terraferma, tra cui il parcheggio Talete. Per effetto di successive ordinanze di protezione civile, che individuarono una diversa direttrice di collegamento, il progetto originario non poté essere completato nella sua interezza. Il parcheggio Talete fu comunque realizzato ed è tuttora in funzione al servizio della mobilità di Ortigia. Dalla revoca del finanziamento, disposta nel 2004, è scaturito il contenzioso.
Il percorso verso la soluzione bonaria è stato tracciato dalla stessa Regione. Con l’articolo 18 della legge regionale del 22 febbraio 2023, numero 2 — “al fine di definire il contenzioso con il comune di Siracusa” — la Regione Siciliana ha riconosciuto la funzionalità delle opere realizzate e ha autorizzato l’assessorato a sostenere gli interventi di miglioramento ed efficientamento del parcheggio. La stessa volontà è stata ribadita dall’Assemblea Regionale Siciliana con un ordine del giorno approvato il 15 novembre 2023.
In coerenza con questo quadro, nel giugno 2024 il Comune ha formalizzato un’articolata proposta di accordo transattivo. La proposta ha superato i passaggi istruttori previsti: il ministero dell’Interno e la Prefettura di Siracusa non hanno formulato osservazioni ostative. Nonostante questo, e nonostante i solleciti inviati nei mesi scorsi, non è ancora pervenuta una determinazione definitiva.
«Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo, nel pieno spirito di leale collaborazione tra istituzioni — dichiara il sindaco di Siracusa, Francesco Italia —. La strada per chiudere questa lunga vicenda è stata indicata dalla stessa Regione con una legge e confermata dall’Ars. Chiediamo soltanto una risposta chiara e in tempi utili. La definizione dell’accordo non è solo nell’interesse di Siracusa: garantisce certezza dei rapporti, contiene i costi per entrambe le amministrazioni e produce benefici concreti per il territorio».
Con la nota odierna il Comune chiede dunque all’assessorato di pronunciarsi sulla proposta — accettandola, formulando una motivata controproposta oppure convocando un tavolo tecnico per definire insieme i termini dell’accordo — in tempo utile rispetto alla prossima udienza, fissata davanti alla Corte d’appello di Palermo per il 7 ottobre 2026. Il Comune ribadisce inoltre la piena disponibilità a valutare ogni soluzione utile all’interesse comune delle due amministrazioni, comprese eventuali ipotesi di carattere patrimoniale, quali la cessione o la permuta di beni immobili.
«Siamo pronti a sederci a un tavolo in qualsiasi momento e a costruire insieme la soluzione migliore per entrambe le amministrazioni, valutando con spirito costruttivo ogni opzione utile a chiudere la vicenda — conclude il sindaco Italia —. Definire bonariamente questo contenzioso sarebbe un concreto esempio di leale collaborazione tra istituzioni, nell’interesse della Regione e della città di Siracusa».

Ultimo aggiornamento: 20/05/2026, 14:04

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