Cos'è
Teatro Massimo Siracusa 13-15 marzo
Il Teatro Massimo di Siracusa celebra la donna con la seconda edizione della rassegna Parola d’Attrice, un progetto che mette al centro storie femminili straordinarie e il potere del teatro come luogo di incontro, riflessione e comunità. Un appuntamento che non vuole essere soltanto una ricorrenza simbolica, ma un invito a guardare con maggiore consapevolezza al ruolo delle donne nella cultura e nella società.
«Non vogliamo solo ricordare una data – afferma il sindaco Francesco Italia – ma richiamare tutti, istituzioni, scuole, mondo della cultura e cittadini, a un impegno quotidiano per costruire una parità sostanziale fondata su rispetto, libertà e responsabilità condivisa. Il teatro è uno strumento straordinario di dialogo e crescita: è il luogo in cui le storie diventano esperienza comune e in cui una comunità può riconoscersi e fare un passo avanti. Siracusa ha bisogno di iniziative che sappiano unire qualità artistica e valore pubblico, alimentando un racconto contemporaneo della città e rafforzando i luoghi della cultura come spazi vivi e accessibili. È con questo spirito che salutiamo la seconda edizione della rassegna: un invito a partecipare, a sentirsi parte di un percorso comune».
La rassegna, promossa dal Teatro Massimo di Siracusa in collaborazione con l’associazione Lighea, intreccia teatro, musica e testimonianza civile, portando in scena tre storie di donne molto diverse tra loro ma accomunate da una forza capace di cambiare il proprio destino.
«Il nostro desiderio – sottolinea il direttore del Teatro Massimo Orazio Torrisi – è offrire al pubblico non solo spettacoli di grande qualità, ma veri e propri incontri con storie di donne che sanno emozionare, sfidare e ispirare. Con “Parola d’Attrice” vogliamo celebrare la forza, la sensibilità e la complessità femminile, restituendo voce a vite straordinarie che meritano di essere ascoltate e ricordate».
Un’idea condivisa anche dalla presidente dell’associazione Lighea, Franca M. De Monti, che spiega: «Siamo alla seconda edizione di questo piccolo focus sulle tematiche del femminile. Quest’anno raccontiamo tre storie di donne straordinarie che hanno agito in ambiti diversi ma che hanno cambiato il proprio destino con energia e passione incrollabile. Abbiamo voluto offrire al pubblico momenti di riflessione e piacevolezza, perché come dice Peter Brook il teatro è il luogo dove si incontrano le anime, si condividono le emozioni e si crea comunità».
Il programma della rassegna si apre il 13 marzo alle 20 con Callas d’Incanto, con Debora Caprioglio, scritto e diretto da Roberto D’Alessandro. «Di Maria Callas ne nasce una ogni tremila anni; i miti non nascono spesso né per caso! – racconta Caprioglio – la pièce attraversa la vita del soprano dal 1953 al 1977 attraverso gli occhi della sua fedele governante Bruna Lupoli, esplorando Venezia, il Christina, l’Opera di Parigi e la vita di lusso e dolore di una donna leggendaria».
Il 14 marzo alle 18 il Foyer del teatro ospiterà un incontro a ingresso libero con Cinzia Favara Scacco, che presenterà WONDERLAD – LAD Project, un modello innovativo che integra psicologia, arte e architettura per offrire esperienze compensative ai bambini con patologia oncologica attraverso laboratori creativi, musicoterapia, scrittura e attività artistiche. «Il progetto – spiega la fondatrice – nasce con il desiderio di offrire a ogni bambino momenti di gioia, creatività e bellezza anche nella malattia. È un esempio concreto di co-progettazione tra servizio pubblico e terzo settore che incide profondamente sulla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie». Al termine dell’incontro seguirà un brindisi con prodotti del territorio, a ribadire il teatro come luogo di incontro, convivialità e condivisione. La rassegna si concluderà il 15 marzo alle 20 con Rosa Cunta e Canta, interpretato da Donatella Finocchiaro con la chitarra di Vincenzo Gangi, uno spettacolo dedicato alla figura di Rosa Balistreri, voce potente e arcaica della Sicilia. «Interpretare Rosa Balistreri significa entrare nel cuore del dolore e della forza di un popolo – racconta Finocchiaro – trasformando la sua storia in canto, memoria e passione». Dalla povertà di Licata al viaggio verso Firenze, dall’incontro con Dario Fo al rapporto difficile con la figlia e al pubblico che la consacrò, la vita della cantautrice siciliana torna in scena con tutta la sua intensità.