Descrizione
Sotto l’antica chiesa di San Giovanni Evangelista si apre la più imponente delle catacombe siracusane. Il complesso si sviluppa lungo un grande asse principale, identificato come decumanus maximus, dal quale si diramano percorsi trasversali (cardines) e ambienti comuni, come cubicoli e ampie rotonde.
Il visitatore cammina così all’interno di una storia collettiva, dove tombe semplici e sepolture monumentali convivono, restituendo l’immagine di una comunità ampia e socialmente articolata.
Camminando tra questi ambienti si incontrano tombe semplici e sepolture monumentali, segno di una società varia e articolata. Tra le testimonianze più significative spiccano il sarcofago di Adelfia e l’iscrizione di Euskia, che conserva la più antica traccia del culto di Santa Lucia a Siracusa.
Luoghi e reperti che raccontano una storia collettiva, fatta di legami, fede e appartenenza Il visitatore cammina così all’interno di una storia collettiva, dove tombe semplici e sepolture monumentali convivono, restituendo l’immagine di una comunità ampia e socialmente articolata.
Camminando tra questi ambienti si incontrano tombe semplici e sepolture monumentali, segno di una società varia e articolata. Tra le testimonianze più significative spiccano il sarcofago di Adelfia e l’iscrizione di Euskia, che conserva la più antica traccia del culto di Santa Lucia a Siracusa. Luoghi e reperti che raccontano una storia collettiva, fatta di legami, fede e appartenenza
Le Catacombe di San Giovanni sono famose, secondo la tradizione, per aver ospitato nell'adiacente Cripta di San Marziano, primo vescovo di Siracusa, l'apostolo Paolo, il quale avrebbe predicato ai primi cristiani d'occidente. Marziano o Marciano nel 39 fu mandato da San Pietro da Antiochia a Siracusa per predicarvi il vangelo.
Esse furono costruite tra il 315 e il 360 d.C. successivamente manomesse per la ricerca di corpi di Santi e tesori e sono le uniche aperte al pubblico ed esplorate totalmente.
Sono situate nel zona di Akradina, nei pressi del sepolcro di san Marziano. La galleria principale, detta decumanus maximus, è ricavata da un antico acquedotto greco, le cui tracce sono visibili sulla volta. Inoltre dalla galleria si può accedere alle cinque tombe dei santi o dei martiri, zone più grandi, di forma circolare o quadrata, chiamate di Eusebio, di Adelfia, di Antiochia, delle Sette Vergini e Anonima.

IL REFRIGERIUM
Attraverso una delle gallerie secondarie ci imbattiamo in una tomba dall’aspetto singolare, si tratta di un’arca scavata nella roccia, la cui lastra di copertura presenta tre fori sulla superficie. Improvvisamente avvertiamo la forza sacrale e la bellezza di un rito antico: il Refrigerium, letteralmente “il rinfresco”, ovvero la cerimonia del banchetto funebre che aveva lo scopo di “nutrire” l’anima del defunto e di favorirne il passaggio alla vita eterna. Attraverso i fori praticati sulla lastra di copertura, durante il banchetto, i vivi consolavano i morti versando vino, latte e miele.