Cos'è
ll Teatro Massimo di Siracusa presenta Gin Game, secondo spettacolo in cartellone e opera di straordinaria bellezza scenica ed emotiva, firmata da Donald L. Coburn, con Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, diretti da Gianpiero Francese. Lo spettacolo andrà in scena venerdì alle ore 20, sabato alle 21 e domenica alle 17:30.
Gin Game è un gioiello di teatro d’attore, capace di fondere ironia, delicatezza e crudele sincerità. Al centro della storia, il rapporto tra Weller e Fonsia, due anziani ospiti della stessa casa di riposo, uniti dalla solitudine e dalla voglia di trovare un nuovo senso alle proprie giornate. Il gioco di carte diventa per loro un’occasione di dialogo, sfida e confessione: Fonsia impara
rapidamente e vince ogni partita, esasperando Weller e innescando un irresistibile mix di comicità e tensione.
Man mano che le mani di Gin procedono, i due si svelano, si feriscono, si sostengono, trasformando un semplice tavolo da gioco in un palcoscenico di emozioni profonde e contraddittorie. Uno spettacolo intenso, elegantemente costruito, capace di alternare risate e riflessioni, lasciando lo spettatore totalmente catturato dalla verità dei personaggi.
Per la drammaturgia ha vinto il Premio Pulitzer nel 1978 e nel tempo lo spettacolo ha avuto interpreti straordinari: Paolo Stoppa e Franca Valeri (regia di Giorgio De Lullo, 1978), Paolo Ferrari e Valeria Valeri (regia di Gianfranco Brosio, 1990), Massimo De Francovich e Valeria Moriconi (regia di Piero Maccarinelli, 2002).
Gin Game conferma la qualità e la forza emozionale della stagione del Teatro Massimo di Siracusa: uno spettacolo imperdibile, capace di incantare con la sua ironia tagliente, il suo realismo e la profonda umanità dei suoi protagonisti
È un’opera di straordinaria vivacità emotiva in cui il senso di solitudine di due anziani signori ospiti nella stessa casa di riposo, Weller e Fonsia, si intreccia con una intelligente ilarità. Entrambi non hanno amici e Weller si offre di insegnare alla donna, Fonsia, a giocare a Gin. Fonsia impara velocemente tanto che a Weller non riesce di vincere una sola partita, un fatto che urta notevolmente l’uomo. Mentre i due cominciano a parlare delle proprie vite, le conversazioni, come il gioco, si trasformano presto in una fiera competizione per umiliare l’altro amplificando le rispettive debolezze e fallimenti.